Le Priare

Il complesso delle cave sotterranee denominate Priare si trova sulla sommità della dorsale collinare di Montecchio Maggiore, poco sotto uno dei due castelli scaligeri di Bellaguardia e della Villa, meglio noti come "I castelli di Giulietta e Romeo".
Secondo la tradizione, ad ispirare il conte Luigi da Porto (1485-1529) a comporre la notissima novella, ripresa poi da Shakespeare, sarebbero stati proprio i due castelli, ben visibili dalla propria villa a Montorso.
L'estrazione della pietra, sempre più sporadica, è stata attiva fino a dopo la seconda guerra mondiale. Durante il conflitto, le Priare servirono da ricovero e rifugio alla popolazione locale e sembra che proprio in questo periodo siano stati realizzati lavori di riadattamento. Dopo la guerra, abbandonata definitivamente l'attività estrattiva, le Priare furono utilizzate tra il 1972 e il 1985, come fungaia. Dopo questa data il sistema sotterraneo subì un inesorabile declino.
L'amministrazione comunale di Montecchio Maggiore in collaborazione con il Club Speleologico Proteo di Vicenza diede avvio, nei primi anni 2000, alla realizzazione di un intervento di recupero e valorizzazione turistico-culturale integrato in un'area, quella dei castelli di Montecchio, già di per sè straordinariamente rilevante sul piano storico e archeologico.