Villa Cordellina Lombardi

Carlo Cordellina Lombardi diede inizio ai lavori della villa di Montecchio Maggiore su un'antica casa ereditata dallo zio Molin verso il 1735.
I lavori, che durarono fino al 1760, furono affidati all'architetto veneziano Giorgio Massari, che si ispirò dichiaratamente ai moduli palladiani (nella facciata, con il pronao jonico a quattro colonne, sormontato dal timpano con lo stemma dei Cordellina, e con la disposizione simmetrica delle stanze).
Nel 1743, Giambattista Tiepolo era presente ai lavori, contribuendo alla decorazione del salone principale con un ciclo di affreschi ispirati ai fasti di Scipione l'Africano ed Alessandro Magno.
La bella Villa veneta rimase proprietà di Lodovico Cordellina, figlio di Carlo, fino ai primi decenni dell'Ottocento quando, da soggiorno per allievi (Collegio-convitto Lodovico Cordellina) la trasformò in uno stabilimento di allevamento del baco da seta.
Nel 1954 passò al dott. Vittorio Lombardi che provvide al generale restauro degli immobili e alla riqualificazione dei giardini.
Nel 1966 la vedova Lombard cedette la proprietà del complesso alla Provincia di Vicenza, attuale proprietaria, a cui va il merito del restauro degli affreschi del Tiepolo, della scuderia e la ricostituzione dei giardini.
Il complesso della Villa è utilizzato per convegni, concerti e attività culturali.